Eccomi qua! Sono le 2.25 e ho 39.1 di febbre!
Così per mettere le cose in chiaro subito.
Gli amici che mi seguono sanno bene che mi piace scrivere quando sono nel delirio febbrile. Non perdo occasione per farlo. Oggi però non sto delirando. Mi trema decisamente la mano, ma credo di essere abbastanza lucio. Magari lo penso e basta. Questo si vedrà alla fine, intanto ho deciso di non effettuare correzioni. Vi beccate gli eventuali errori.
Rischio di essere monotono ma sto andando a fuoco cazzo! Utn caldo atroce. Vorrei accendere l'aria condizionsta ma la polmonite mi aspetta a braccia aperte. Perchè il fresco mi riassa e mi addormento, e mi risveglio che sono divetato un cubetyo di ghiaccio.
E mi auto o dell'ombecille, per poi ricascarci dopo mezz'ora. Un genio.
Sto riflettendo sulla morte.
Mica la mia. Quell dei membri della mia famiglia, di alcuni membri, di uno...mia madre. Non so se sia un rigurgito del fatto che in questo periodo è troppo presente. Me la ritrovo intorno in continuazione. Scrivere diventa un utopia (guardate l'ota e le condizioni in cui lo sto facwendo). (ota e facwendo: che meraviglia!). Quindi mi immagino il ritrovamento del cadvere, il dolore, il macello in famiglia. Parenti e amici affranti. Nessuna battaglia sui soldi per fortuna, assenti all'appello. I discorsi in chiesa. Purtroppo si, chiesa. E' credente. Un po' in tutto in realtà. Nel calderone della sua spiritualità cìè spazio per yutti. Dio, la Madonna, Buddha, Sai Baba, Padre Pio, Madre Teresa e pure Quelo (per essere sicuri). Ma non ci perdonerebbe il funerale in un posto che non sia la chiesa. Pensavo a questa che abbiamo nella via di casa, ma a occhio e croce è troppo piccola. Lei ha tanti amici e li vuole tutti a disperarsi per la sua prematura scomparsa. Qualsiasi età abbia raggiunto quanso capiterà il lieto, ups no, triste tristissimo evento.
Si muovomo le parole, come fluttuassero nel mare (si fluttua nel mare?). Il coefferalgan sta facendo effetto. La coseina che ha nella composizione più che altro. In effetti, ora che ci penso, sto un po' fatto.
Sono stato cinque minuti a combattere per aprire una bottigietta d'acqua da mezzo litro, bere e richiuderla senza fradiciare il letto. Ci sono riuscito, ma lo sforzo mi ha fatto rivenire sete. Quando un cane si morde la coda...
Fa caldo e mi bruciao gli occhi. Fa caldo come nel libro di Marquez che ho letto ieri: ''Storia delle mie puttane tristi''. Consigliatomi da Martina (avevo scritto Nartina, ho corretto. Ma è l'unica volta giuro...). Un caldo dove il corpo addormentato della giovane Degaldina suda e si bagna, mentre il vecchio protagonista l'asciuga e le racconta tutto quello che sa, con la dedizione di cui solo il vero amore è dotato. Un amore che vorrei provare anch'io, che non so se ho mai provato. Ora non ricordo.
La scrittura ha cambiato colore, è diventata azzurra. Mi debo preoccupare?
Un bell'azzurro intenso. Non è che nia madre si offende quando leggerà questo post? Mica cvoglio che muoia, mi sembra chiaro. Dicono che se sogni la morte di qualcuno gli allunghi la vita, io ho immaginato/sognato rtutto il funerale. Dovremmo essere coperti da disgrazie. Gli avrò allungato la vita a morte (aha non ho resistito). Ci metterà nella bara a tutti. Adieumonamis!
LONDRA: CONCIA
5 anni fa