giovedì 27 maggio 2010

Eccoci qua!
Dopo un minimo di latitanza, ho delle cose da raccontare. Vedo con grande piacere che i lettori fissi del mio blog sono aumentati. Grazie!
Per chi ancora non lo sapesse, da ormai un anno ho abbracciato la fede Buddista. In particolare il buddismo del maestro Nichiren Daishonin. Sabato scorso ho ricevuto il gohonzon: la pergamena oggetto di culto davanti alla quale si prega/pratica la formula Nam Myoho Renge Kyo. Il ricevimento si è tenuto al kaikan, il centro della Soka Gakkai International (SGI) che è l’organismo a cui si appoggia questa branca del buddismo. Al contrario di quello che pensavo, e che forse temevo da un certo punto di vista, la cerimonia è stata molto semplice e piacevolmente festosa. Nessun imbarazzante sfarzo, che è anche uno degli aspetti a mio avviso positivi di questa religione laica. Se ci fosse stato un Dio o qualsiasi altra cosa trascendentale da venerare, neanche la mia ombra si sarebbe avvicinata. Non è nelle mie corde (per usare una terminologia educata).
Sono arrivato al centro insieme a Richard, l’amico che mi ha introdotto (=messo in mezzo‼) al buddismo (nella terminologia buddista io sono il suo shakubuku), e ho fatto il check in. Che, in questo caso, non significa consegnare valigie e partire in volo ma registrarsi consegnando un foglio compilato con dati anagrafici e altro, accompagnato da due foto. Come al solito, grazie al mio cognome, sono il primo della lista. Reminescenze da incubo scolastico affiorano immediatamente dalle profondità del mio cervello, del tipo:«Oggi interroghiamo il primo e l’ultimo del registro di classe» o anche «Interrogazione in ordine alfabetico!». Non c’è ultimo banco che ti nasconda. Infatti l’immancaile commento arriva subito:«Eccoti qua, sei il primo!». E ti pareva. Speriamo non sia così anche dopo la morte:«A come Amurri ti reincarni in A come Asparago!».
Effettuata la registrazione entriamo in questa grande sala di preghiera (butsuma) piena di sedie, in fondo alla quale c’è un palco con sopra un bellissimo butsudan (la struttura/armadio che contiene il gohonzon). C’è tanta gente ed è in atto una recitazione guidata da Alberto un responsabile del centro. Richard mi parcheggia in prima fila, si siede dietro di me e ci uniamo alla preghiera. Prima di entrare mi aveva posizionato legandomelo al collo il porta gohonzon: un lungo involucro dove viene infilato il gohonzon appunto all’atto della ricezione. Dono di Maya, una dolcissima ragazza che ho conosciuto da poco, di colore arancione (il porta gohonzon non Maya). Come abbia fatto a sapere che l’arancione è il mio colore preferito è uno di quei dubbi che è bello rimangano piacevolmente tali. Finita la preghiera con i quattro Nam Myoho Renge Kyo di chiusura, Alberto prende il microfono e annuncia che subito dopo la recitazione del Gongyo (una preghiera che si recita due volte al giorno) avverrà la consegna dei gohonzon. Tredici per l’esattezza. Finita anche questa preghiera inizia la consegna. Alberto scende dal palco e ci si mette davanti mentre le biacuren, ragazze che svolgono attività di assistenza all’interno del centro e non solo (non so se il termine sia giusto anche per indicare i ragazzi), gli porgono i gohonzon. Uno a uno (io per primo..) lo riceviamo e torniamo a posto. Alla fine scoppia l’applauso fragoroso di tutti i presenti. Alberto prende il microfono e dopo un breve discorso augurale, anche molto divertente, congeda tutti i presenti. Nei giorni precedenti tutti gli amici buddisti mi avevano preannunciato la grande emozione che avrei provato in questo momento. La realtà è che non mi sento così emozionato, almeno non ancora. Shaila ed Esther, due amiche che sono state così carine da venire, si precipitano a salutarmi. Tutti gli amici presenti hanno un regalo pronto in mano. Libri e oggetti per allestire il mio butsudan. Neanche il giorno del mio compleanno ne ricevo così tanti. Tornati a casa, iniziamo i preparativi per una cena a base di sushi, che Richard da grande cuoco che è ha organizzato per commemorare l’evento. L’appuntamento con gli invitati è per le sette e mezza, orario di apertura del gohonzon. Ci sistemiamo nel mio studio (non so come siamo riusciti a entrarci tutti) dove ho deciso di metterlo e iniziamo a recitare con il butsudan aperto, completo dell’oggettistica rituale (ampollina con l’acqua, campana tibetana che già avevo, porta candele dorati e guardiani) ma ancora vuoto. Durante la preghiera Richard e Maya aprono la scatola che lo contiene e lentamente, con gesti delicati me lo srotolano davanti. Ecco, questo momento è davvero emozionante. Ora capisco cosa intendevano dire. Sento un grande calore invadermi il corpo. Li guardo, anzi lo guardo mentre lo posizionano dentro il butsudan. Concludiamo la preghiera e anche qui grandi festeggiamenti. Poi recitiamo gongyo, e sono io a guidarlo. E’ una preghiera particolare, dove si recitano due capitoli del Sutra del Loto, il libro su cui si basa la religione buddista di Daishonin. La sanno tutti a memoria tranne ovviamente me, che leggo da un libricino. Finito gongyo, altre grandi feste e ci trasferiamo in salotto a mangiare. La serata è proseguita magnificamante. Devo ringraziare tutti per il supporto, i magnifici regali, i fantastici nuovi incontri. Leggendo le dediche sui libri e i biglietti di auguri il light motif è la felicità per l’inizio di questo nuovo viaggio. A questo punto il check in al kaikan ha molto più senso...

7 commenti:

lollo ha detto...

non ti far fregare, stai entrando in una setta delle peggiori.

uomo avvisato, mezzo salvato.

Lorenzo Amurri ha detto...

Se lo sto facendo vuol dire che mi sta dando benefici. Non trovo sia una setta, nessuno mi ha obbligato a fare niente. Niente denaro in nessuna forma. Al contrario un arricchimento culturale oltre che spirituale molto importante. Se avessi sentito puzza di setta non mi sarei avvicinato. Tu chi sei? Devi conoscere molto bene ciò di cui ho parlato per scrivere un affermazione così forte...

Anonimo ha detto...

Ciao mi chiamo Marina, domenica riceverò il Gohonzon al Kaikan di Thiene. Navigavo in qua e il là nella rete per capire "cosa succederà" durante la cerimonia.
"...troppo forte il racconto!".
Per lollo: I benefici della pratica sono visibili e concreti e se stessimo parlando di una "setta" me la sarei data a gambe levate pure io!"

Marta ha detto...

Ciao!
Io aprirò il mio tra...tre quarti d'ora!
Che emozione incredibile.
Chissà come farò Gongyo...malissimo, ma chissenefrega :D
Un bacione e grazie a internet che mi ha portata qui.

Marta

Anonimo ha detto...

Caro Lorenzo, tra due domeniche riceverò il Gohonzon. Ho trovato il tuo blog in rete e ci sono le risposte a tante delle domande ( forse banali) che mi son fatta tutt'oggi. E poi è una testimonianza molto incoraggiante per me.
Poi...mi son chiesta dove ti avessi già visto perchè mi sembrava di conoscerti e mi sono ricordata di te da Daria Bignardi, mentre presenti il tuo libro. Grazie, fra

Anonimo ha detto...

Ciao, sono Loredana e domani ricevero' il Gohonzon, aver letto della tua cerimonia mi tranquillizza, grazie

Anonimo ha detto...

Io ricevo,gohonzon domani...sono super emozionata...sembra che debba sposarmi.ma in questo caso sono piu tranquilla.il gohonzon nn mi,tradirà mai...ho solo paura.ancora ho difficoltà a recitare gongyo.soprattutto la seconda parte... Baci Maria concetta