lunedì 10 marzo 2008

VITA DA DISABILE Capitolo 1

Ore 9:30. Stamattina sono stato visitato da un dermatologo. Dopo quindici giorni di antibiotici e cortisone per curare una bronchite, mi sono svegliato con un super sfogo inguinale e una ferita su una coscia che assomiglia tanto a una bruciatura. Che chiaramente non ricordo di essermi fatto. Il dottore decreta, dopo un'attenta visita con una lente d'ingrandimento tonda con l'intera circonferenza costellata di lucette (troppo fica, la voglio!), che le bolle all'inguine "è candida da antibiotico" e la bruciatura è effettivamente una bruciatura. Possibilmente provocata dal contatto con un oggetto bollente o da acido muriatico. Che mi sembra la spiegazione più plausibile, visto che ogni mattina lo uso al posto del sapone...Ma passiamo alla cura.
Per quanto riguarda l'ustione: sciogliere una pillola di Permanganato di Potassio in due litri d'acqua e fare due impacchi al giorno di dieci minuti ciascuno. Tenere la bottiglia al buio altrimenti perde il potere rigenerativo e assicurarsi che nessuno ne beva un sorso per sbaglio. Sarebbe l'ultimo. Di seguito applicare del Sofargen, una pomata che contiene argento, stimola la ricrescita dei tessuti e costa di più.
Per quanto riguarda l'inguine: sciogliere una bustina di Acido Borico (g.30)+ Acido Salicidico (g.1), da far preparare in farmacia perchè non esiste in commercio, in un litro e mezzo d'acqua. Rinnovare l'alchemico intruglio ogni sette giorni perchè va a male. Almeno non uccide. Fare un impacco al giorno (uno solo, m'ha detto bene!). Praticamente devo incamiciarmi le palle e parte del pisello. Applicare di seguito una polvere che sembra talco, ma talco non è. Per toglierla devo quasi scartavetrarmi i coglioni sotto la doccia. 
Ore 10:00. Il dottore va via dopo essersi fatto pagare. Sessanta euro, onesto. Tiro su lo schienale del mio super letto elettrico, munito di quattro motori. Uno per ogni movimento. Ma non ne bastava uno per tutti⁇ Dicevo, tiro su lo schienale per fare colazione e inizio a sentire come il rumore di un vetro che scricchiola. Mi fermo di colpo e torno giù, chiedendo alla mia governante Erica di vedere cosa succede. Succede che a scricchiolare era il mio telefonino, caduto inavvertitamente in mezzo agli ingranaggi del letto. Risultato: vetro spaccato, scocca pesantemente ammaccata e panico. "Oddio la rubrica‼". Erano giorni che ripetevo a me stesso di copiarla nel computer. Ma non l'avevo ancora fatto (coglione, l'impacco nel cervello lo dovrei fare!). Per fortuna il telefono è ancora acceso. Mando di corsa Erica all'assistenza Nokia che ho sotto casa, dandole il permesso di approfittarsi bassamente della mia disabilità. Al grido: "Digli che l'apparecchio appartiene a un disabile e che morirà se non gli salvate la rubrica". Alla fine hanno salvato telefono e rubrica, approfittandosene bassamente (loro!). Novanta euro.
Ore 10:10. L'infermiera non arriverà prima di mezz'ora. Ho il tempo di fare l'areosol, che mi tocca due volte al giorno per via della bronchite. L'unico inconveniente è che essendo l'aggeggio un po' vecchiotto, quando lo accendi fa lo stesso rumore di un aereo in fase di decollo. Piacevole.
Ore 10:30. Arriva l'infermiera, nuova. Con tanto di nuove disposizioni della Asl in merito all'assistenza domiciliare. D'ora in poi sia il lavaggio corporeo che lo svuotamento rettale si fanno a letto, tre volte a settimana. Niente doccia ne w.c. a meno che non ci sia qualcuno che mi aiuti a sedere sulla sedia detta 'comoda' fatta apposta. Che tutto è, fuorchè comoda. Motivo? "Se mi faccio male chi mi paga?". Aveva immediatamente fatto sue le nuove disposizioni. Già, e se mi faccio male io? E se non mi va di cacare a letto? E se ho voglia di fare una doccia?
"Ma lei che fa la mattina, caca nel letto prima di uscire?" chiedo polemico.
"Se vuole discutere chiami la Asl, io non c'entro niente" risponde lei.
"Quindi praticamente la pagano per guardarmi".
"Se rimane a letto l'aiuto".
"E le medicazioni?"
"Per quelle ci vuole la visita del medico".
"Arrivederci!". 
Non ho nemmeno firmato il suo foglio presenze. Così non la pagano. Per poi intrattenermi un'ora al telefono con la caposala del centro assistenza domiciliare (C.A.D.). Inveendo contro le nuove disposizioni medievali. Senza trovare il minimo barlume d'intelletto nelle sue risposte, attacco. Tanto, nella sfiga, sono un ragazzo fortunato. Posso permettermi un assistente tutto fare in grado di aiutarmi in qualsiasi situazione. Cosa farei senza il buon Miky. Made in Catania, un pezzo di marcantonio sempre al mio fianco.
Ore 11:45. Squilla il telefono. E' Miky, ha trentanove di febbre e ha vomitato tutta la notte.
Che vita!

3 commenti:

valentina ha detto...

Ciao Lollo, sono rimasta colpita dalla tua capacità di raccontare cose anche drammatiche facendomi commuovere e morire dalle risate.

Franco ha detto...

Mi associo a sor't, e concordo sulla lente... la voglio anch'io! (che puttana l'infermiera)

Roberta ha detto...

Bella Lo, ...nell'ordine (dei commenti) mancavo giusto io....straquoto sorema... sei molto bravo, sia a scrivere che ad esprimere..., e ti si legge d'un fiato, come con quei libri che non vorresti mai arrivare in fondo per quanto ti piace leggerli.....molto abile fratè!